Il punto sulla crisi

Scritto da Francesco Ursini. Pubblicato in: Discussioni

La tavola rotonda su “Gli studi classici nel terzo millennio” (Roma, 16 marzo 2015) ha offerto l’opportunità di un confronto sulla crisi degli studi umanistici e del modello educativo fondato su di essi. Tre sono i principali spunti di riflessione emersi dalla discussione: le cause della crisi, che alcuni attribuiscono ad attacchi esterni, altri a una sorta di esaurimento interno; le prospettive future, per molti tutt’altro che incoraggianti, per altri viceversa ricche di opportunità grazie soprattutto alle tecnologie digitali; le possibili risposte sul piano didattico: un tema, quest’ultimo, che ha visto i relatori divisi tra coloro che sostengono la necessità di continuare a insegnare il greco e il latino con rigore in tutti i loro aspetti e coloro che propongono al contrario di adottare nuovi metodi e di rinunciare contestualmente a quanto può apparire troppo complesso per l’attuale livello degli studenti.

The Round Table on “Classical Studies in the Third Millennium” (Rome, 16th March 2015) gave the opportunity to exchange views on the crisis of the humanities and of the humanities-based education. The major issues that emerged during the debate are the following three: the causes of the crisis, which some speakers attribute to external attacks, others to a sort of internal exhaustion; future perspectives, that are in some views far from encouraging, while in others, on the contrary, are rich in opportunities, thanks mainly to digital technologies; possible responses in a didactic perspective: an issue on which the participants in the debate disagreed about whether one should go on teaching Greek and Latin with earnestness and in all their aspects, or one should adopt new methods and, at the same time, omit all that seems too difficult for today’s students.

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