Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini

n.3

rivista annuale
anno 3 · numero 3
anno 2017

La scuola di teatro che vorrei

Scritto da Giancarlo Sammartano. Pubblicato in: Ricerca e sperimentazione didattica

La scuola di teatro che vorrei descrive, nella forma aperta di una lettera al mondo del teatro, spunti e prospettive provocatoriamente radicali sul tema della formazione artistica. Il divario tra l’idea positivistica della scuola come luogo di insegnamento programmatico per tanti e la natura del teatro come tempo di apprendimento per pochi costituisce – da oltre un secolo – il cuore di un irrisolto dibattito sulla natura e sul destino delle scuole di formazione per attori. La trasmissione dell’esperienza teatrale, l’apprendimento delle sue regole e delle sue eccezioni, le diverse, eppure convergenti tradizioni attoriche sono temi qui accennati con la leggerezza di una visione fantastica, che pure guarda concretamente alla perdita progressiva di senso e valore dell’identità artistica del teatro.

 La scuola di teatro che vorrei (The theatre school I’d want) is an open letter to the world of theatre proposing some provocatively radical ideas about art education. The gap between the positivistic idea of the school as programmatic education for the many and theatre as education for the few is at the core of an unresolved debate on the nature and fate of acting schools. Transmitting the experience of theatre, its rules and exceptions, the different and yet converging acting traditions are the topics addressed here with the levity allowed by a fantastic vision, but at the same time with an awareness of the progressive loss of meaning and value of the artistic identity of theatre.

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Sommario del n. 3

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti Visive e Comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 

Discussioni

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.