La fantascienza fra mito antico e mito moderno

Scritto da Gianpiero Mangano. Pubblicato in: Dossier

 

Il genere fantascienza rappresenta un perfetto laboratorio per l’elaborazione di un’idea a livello di cultura di massa del rapporto fra uomo e scienza, fra società e progressi scientifici, oscillando fra i due poli di un rassicurante ottimismo e di una cupa sfiducia. In questo saggio presento alcune considerazioni su questo tema, elaborandolo sulla base di due categorie ideali dei movimenti di pensiero del novecento, il modernismo dell’inizio del secolo decimo nono e l’atteggiamento disilluso postmodernista. In particolare discuto come queste due categorie vengano declinate nel genere fantascientifico in termini di un uso del mito moderno alla Ulisse di Joyce o del recupero di miti antichi che riconducono alla visione “religiosa” del rapporto fra uomo e natura.

 

 

 

Science fiction is a perfect laboratory where to develop the idea of relationship between mankind and science at the level of pop culture. A relationship which oscillates between a comforting optimism and a gloomy skepticism. In this essay I develop some considerations on this issue, on the basis of two categories of thought of nineteen century: the modernism of the beginning of that century and the post-modernist disenchanted attitude. In particular, I consider how these two categories are declined in science fiction using the modern myth, as in Joyce’s Ulysses, or recovering the ancient myths, which bring back to a “religious” point of view about the relationship between human beings and nature.

 

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