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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini

n.4

rivista annuale
anno 4 · numero 4
anno 2018

Impiego del mito e paradigmi epici in Julio Cortázar: Circe (1951)

Scritto da Pietro Verzina. Pubblicato in: Pagina

Il contributo esamina l’influsso, a vari livelli, dei testi epici arcaici sulla composizione del racconto Circe di Julio Cortázar, evidenziando come il tema della femme fatale, ovviamente presente, non debba per forza essere considerato il punto centrale o predominante nell’analisi del racconto. Oltre all’individuazione di possibili ipotesti, il contributo evidenzia da un punto di vista più generale le modalità formali di ripresa dell’episodio odissiaco, dando attenzione ai valori contestuali dei singoli elementi di caratterizzazione e all’importanza degli aspetti metadiegetici. In base a ciò, si chiarisce come la lettura cortazariana si rivolga al senso profondo dell’episodio omerico, cercando di esprimere il valore esperienziale del contatto, attraverso il femminile, con una realtà essenzialmente inconoscibile, e valorizzando lo sguardo del protagonista come anelito all’impossibile raggiungimento di una diversa dimensione spirituale.

 

The paper analyses the manifold influence of archaic epic texts on the writing of Julio Cortázar’s tale Circe. Moreover, it shows how the femme fatale motif, which is obviously relevant, is not to be considered crucial or predominant in the analysis of the tale. After the individuation of some possible hypotexts, the research focuses on the general modalities of processing the text of the Odyssey, giving particular emphasis to some aspects, such as characterization and metanarrative, and to the meaning of some elements in context. It becomes clear how Cortázar’s reading of the episode of Kirke is aimed to the expression of its deep meaning: the tale tries to feature the experience of an ineffablereality, being the feminine a sort of bridge to there: the view of the protagonist on the world is a longing to a new spiritual dimension, which is however impossible to reach for a mortal being.

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Sommario del n. 4

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti Visive e Comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 
 

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.