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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini

n.4

rivista annuale
anno 4 · numero 4
anno 2018

Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Percorsi, rifrazioni e mutazioni di una sententia tacitiana divenuta slogan

Scritto da Alice Bonandini. Pubblicato in: Arti visive

Il contributo ricostruisce la fortuna della sententia di Tacito ubi solitudinem faciunt, pacem appellant (Agr. 30, 4), che, a partire soprattutto dalla seconda metà dell’Ottocento, si è affermata come uno dei più citati geflügelte Worte di origine latina, usato soprattutto (ma non solo) in ambito politico, tanto da divenire un vero e proprio slogan della contestazione anti-imperialista. Sono state analizzate in modo capillare circa 120 occorrenze, che spaziano dal riuso colto e letterario alla comunicazione di massa e ai consumi culturali. La sistematicità dell’indagine ha permesso non solo di districare la complessa trama dei contesti e delle influenze culturali che hanno determinato tale fortuna, ma anche di proporre alcune considerazioni più generali a carattere metodologico ed epistemologico, a partire da un caso paradigmatico delle dinamiche comunicative ed ermeneutiche che presiedono alla percezione e alla risemantizzazione della tradizione classica.

The paper reconstructs the Fortleben of Tacitus’ sentence ubi solitudinem faciunt, pacem appellant (Agr. 30, 4), one of the most quoted Latin mottoes, especially used, since the second half of 19th century, in political field and as an anti-imperialist slogan. About 120 occurrences (derived from literature, but also from mass media and cultural entertainment) are examined. Such a systematic analysis allows to better understand the background and the cultural influences determining the Fortleben, and also to propose some general considerations on methodology and epistemology, since the sentence of Tacitus is paradigmatic of the communicative and hermeneutical dynamics shaping the perception and re-semantisation of classical tradition.

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Sommario del n. 4

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti Visive e Comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 
 

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.