«Ils sont fous, ces Romains!»: Asterix, Le papyrus de César, e la trasmissione della conoscenza

Scritto da Maria Chiara Scappaticcio. Pubblicato in: Arti visive

Le avventure del piccolo eroe baffuto del resistente villaggio gallico dell’Armorica entusiasmano il loro pubblico fin da quando – era il 1959 – gli scenari di René Goscinny e la matita di Albert Uderzo si fusero nelle vignette di Astérix. Le papyrus de César è il numero 36 di Astérix, è uscito nell’ottobre 2015 ed è stato tradotto in venti lingue: Cesare ha appena confezionato i suoi Commentarii ed il suo editore lo convince perché sottragga dall’opera un “ventiquattresimo capitolo” nel quale sarebbero stati descritti i rovesci subiti dai romani proprio nel villaggio di Asterix. Cesare si lascia persuadere, ed il rotolo sottratto dà il via ad una serie di vicende animate da muti scribi numidi e dal gossipparus Vispolemix, dal goffo editore e dal centurione dell’accampamento di Babaorum, e naturalmente da Asterix e Obelix e Cesare. Una lettura orientata alla comprensione della visione dell’antico veicolata dal fumetto illumina le finalità e la consapevolezza della strumentalizzazione che ne è fatta a fini ideologici: il gossipparus Vispolemix è, ad esempio, calco dichiarato della figura del giornalista Julian Assange ed il caso di WikiLeaks è esplicitamente riecheggiato dallo scenarista Jean-Yves Ferri. Le vicende fantastiche di Asterix ai tempi di Cesare guidano il lettore ad una riflessione tutta attuale sul potere della comunicazione (e della censura), immergendolo in una narrazione che di vero non ha nulla se non un’ossatura storica che contribuisce a garantire al Classico vita e alla realtà contemporanea una rilettura critica.

 

The adventures of the mustached hero from the resistant Gallic village in the Armorica have been exciting their audience since René Goscinny’s scenarios and Albert Uderzo’s sketches gave life to the comic strip of Astérix, in 1959. Le papyrus de César is the number 36 of Astérix and was published in October 2015; it has already been translated in twenty languages. Caesar had just finished his Commentarii, and his editor persuaded him to cut off the “twenty-fourth chapter”, where the Romans’ defeats by Asterix’s people were described. Caesar listened to him, but the subtracted roll let a series of adventures start moving from mute Numidian scribes to the newsmonger Vispolemix, from the clumsy editor to the centurion in the military camp of Babaorum, and from Asterix and Obelix to Caesar. Going deeper in the image of Astérix’s ancient word shows specific finalities and strong awareness. For instance, the newsmonger Vispolemix isa clear allusion to the journalist Julian Assange and the case of WikiLeaks is declaratively echoed by the scenarist Jean-Yves Ferri. The fantastic episodes of Asterix in the age of Caesar drive the reader to a reflection concerning the power of communication (and of censorship) and let him be immersed in the plot. Such a plot does not have anything true but a historic structure which let Classics be alive and the contemporary reality becritically and more consciously read.

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