P.Butti de Lima: Democrazia. L'invenzione degli antichi e gli usi dei moderni

PAULO BUTTI DE LIMA, Democrazia. L'invenzione degli antichi e gli usi dei moderni, Le Monnier Università - Mondadori Education, Firenze 2019, E. 33 (ISBN 978-88-00-74909-1).

 

Con la traduzione dei testi di Aristotele nel Duecento, il termine greco «democrazia» è stato introdotto nella lingua latina ed è diventato un elemento centrale nella comprensione dei fenomeni politici moderni. L'introduzione di «democrazia» nel latino medievale e nelle lingue volgari ha permesso di designare con questo termine realtà del tutto diverse da quelle pensate in origine. Non solo si è cominciato a parlare di «democrazia» e di «democratico» per fenomeni e personaggi del mondo contemporaneo, ma si è denominato così il momento iniziale di vita politica, o certe realtà primitive, assai lontane da quelle della Grecia antica. Con l'età delle rivoluzioni e il mondo del socialismo, il termine ha assunto un ruolo polemico, prima di consolidarsi nell'ambito della riflessione politica tra Otto e Novecento. I continui tentativi di conferire nuovi significati al concetto di democrazia, fino al giorno d'oggi, mettono in evidenza il singolare percorso seguito da questo termine tra i vocaboli politici di origine antica, in un processo ininterrotto di 'invenzione degli antichi' - di costruzione della tradizione e di definizione dell'eredità politica. Questo volume permette di capire la costruzione ideologica di una continuità democratica pensata come europea o occidentale.

 

 

“BIBLIOTECA DI CLASSICOCONTEMPORANEO”: Atti IV Seminario nazionale dottorandi e dottori di ricerca in studi latini

PAOLO DE PAOLIS – ELISA ROMANO (curr.), Atti del IV Seminario nazionale per dottorandi e dottori di ricerca in studi latini, 1° dicembre 2017, Università̀ degli Studi "La Sapienza" - Roma, «La Biblioteca di ClassicoContemporaneo» 10, G.B. Palumbo Editore, Palermo 2019.

 

PAOLO DE PAOLIS – ELISA ROMANO

Introduzione

ELISA DELLA CALCE

La clemenza negli Ab urbe condita libri: tra percezione liviana e ideologia augustea 

GIACOMO AMILCARE MARIO RANZANI

La funzione letteraria della reticenza nell’artful narrative del De bello Gallico di Cesare

“BIBLIOTECA DI CLASSICOCONTEMPORANEO”: La Grecia nel patrimonio letterario, artistico e ambientale italiano ed europeo

GIUSEPPE ZANETTO – LUCIA FLORIDI (curr.), Atti del Convegno dottorale "La Grecia nel patrimonio letterario, artistico e ambientale italiano ed europeo" (19-20 ottobre 2016, Università degli Studi di Milano), «La Biblioteca di ClassicoContemporaneo» 8, G.B. Palumbo Editore, Palermo 2019.

 

GIUSEPPE ZANETTO – LUCIA FLORIDI

Introduzione

ELENA LANGELLA

I Posthomerica di Quinto Smirneo nelle traduzioni italiane tra Cinquecento e Ottocento

MATTEO ROSSETTI

Keplero e la luna degli antichi. Alcune osservazioni sulla rielaborazione di Plutarco nel Somnium

GLORIA VANNUCCI

Wasteland: la Lemno sofoclea e le nevi di Gide

“BIBLIOTECA DI CLASSICOCONTEMPORANEO”: Saperi umanistici nella contemporaneità

 GIOVANNI SAMPINO – FRANCESCO SCAGLIONE (curr.), Saperi Umanistici nella Contemporaneità, Atti del Convegno Internazionale dei dottorandi (17-18 settembre 2015 – Università degli Studi di Palermo), La Biblioteca di ClassicoContemporaneo 6, Palermo 2018

  

GIOVANNI SAMPINO – FRANCESCO SCAGLIONE

 Introduzione

 ROSA ARGENZIANO

Un piccolo “enigma” tra le carte italiane di Jan Brueghel il Vecchio: una ricetta per la doratura delle cornici

 IULIA COSMA

 La monografia traduttiva e la ricerca traduttologica

WINCKELMANN e l'imitazione

GIAN FRANCO GIANOTTI (cur.), Pensieri sull’imitazione. Johann Joachim Winckelmann tra storia dell’arte, ideali politici e Altertumswissenschaft, Accademia delle Scienze di Torino (Quaderni 31, 2019), Torino 2019, E. 11 (ISBN 978-88-99471-18-7).

Premessa, p. 3

Imitazione e cultura letteraria nel mondo antico, di Gian Franco Gianotti, p. 5

La mimesi in Winckelmann, di Mario Torelli, p. 27

Winckelmann e la bella politica greca, di Giuseppe Cambiano, p. 41

Dopo Winckelmann: il filellenismo tedesco tra scienza dell’antichità e invenzione

della tradizione, di Gian Franco Gianotti, p. 57

Indice dei nomi, p. 89

Gli Autori, p. 97

In open access al link: https://www.accademiadellescienze.it/attivita/editoria/periodici-e-collane/quaderni/quaderni-n-31-2019 

FUTUROCLASSICO 4, 2018

ARTICOLI

 Olimpia Imperio

Aristofane sulla scena moderna: le Rane a Siracusa (stagione teatrale INDA 2017)

Olimpia Imperio

Aristofane sulla scena moderna: i Cavalieri a Siracusa (stagione teatrale INDA 2018)

Dionysus ex Machina 9, 2018

Gli articoli si possono visionare e scaricare gratuitamente dal sito http://www.dionysusexmachina.it/ 

INDICE

Anna Beltrametti, Tre incontri lungo un sentiero mai interrotto. Diego Lanza e il teatro (non solo) antico

Giovanni Fanfani, Craftsmanship and technology as chorality: the case of weaving imagery in archaic and classical choral lyric

Renzo Tosi, Osservazioni sull’uso di espressioni proverbiali nella tragedia

Enrico Medda, Cassandra in a Shard from Post-Classical Tragedy (TrGF adesp.649)

Virgilio Irmici, A proposito dei Menandrea di Antonio Martina

Luigi Spina, Vacanze romane, con obbligo di mito greco

Francesco Puccio, Dieci domande a Simone Beta, a proposito della traduzione dell’Antigone di Sofocle

Giuseppe Liotta, Edipo, oggi. La memoria e il desiderio

Alice Bonandini, Tieste sbarca in Laguna: la rielaborazione contemporanea del teatro latino. Cicatrici, una riscrittura di Seneca alla 46ma Biennale Teatro

Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese, "Prometeo. Variazioni sul mito" - a cura di Federico Condello

Venezia, Marsilio, 2011

«Chissà se la rupe c’era, e chissà che aspetto aveva, nel teatro che ospitò – non sappiamo dove né quando – la prima rappresentazione del Prometeo incatenato.» (p.7): un bell’inizio, ad effetto, per il dotto e corposo saggio introduttivo di Condello, curatore oltre che traduttore del dramma eschileo, nel recente volume che arricchisce la collana Variazioni sul Mito. E sin dalle prime pagine l’introduzione affronta vari aspetti della scenografia e della messinscena, antica e moderna, in modo personale, mai prevedibile e a tratti sorprendente, con una rara sensibilità teatrale oltre che con grande attenzione alla valenza simbolica degli oggetti scenici. Solo in un secondo tempo tratta il problema della discussa paternità del dramma attribuito a Eschilo, e ne sintetizza i termini e gli argomenti con equilibrio e chiarezza; e se dall’analisi appare evidente che il dibattito sulla reale identità dell’autore tragico non inficia l’interesse per il personaggio e non ne preclude affatto la fortuna scenica, anzi, è quest’ultimo aspetto a meritare la trattazione più dettagliata e complessa, ricca di spunti originali, brillante e ironica nella scrittura.

L’introduzione passa in rassegna le principali attestazioni (nell’antica Grecia, in Mesopotamia e nell’era moderna) di un mito che – va sottolineato – gode di grande popolarità anche nel periodo di oblio che affligge la versione eschilea: «È anzi uno dei tratti distintivi di tale “mito”, fra i tanti altri del repertorio classico, quello di sopravvivere così a lungo proprio in quanto “mito”, senza il sostegno saldo di una precisa riscrittura antica.» (p.31). Così Prometeo fa storia a sé tra i ‘classici della modernità’, e il dramma eschileo riscoperto diventa una fonte tra le tante versioni, parallele e sincroniche, che si intrecciano fino ai giorni nostri. E se l’onda lunga del mito arriva a lambire anche Giorni Felici di Beckett – come ricorda giustamente Condello – possiamo aggiungere, a titolo personale, un corto circuito teatrale di epoca recente: nell’allestimento siracusano del Prometeo datato 1994 (attribuito a un anonimo ‘Maestro del Prometeo’ dal traduttore Marzullo e ambientato dal regista Calenda negli anni Trenta del Novecento), il protagonista Roberto Herlitzka è vestito di nero e con la bombetta, sprofondato nella buca dell’orchestra come i personaggi beckettiani (http://www.indafondazione.org/la-stagione/2012-2/prometeo/indaretro/).

Di questo tormentato percorso storico sono tappe essenziali le opere selezionate per la presente edizione e ben illustrate nell’introduzione, che chiude in bellezza citando il prezioso Prometeo di Franz Kafka (1918) e concludendo “Il seguito si vedrà”: degna premessa alla traduzione di Eschilo dello stesso Condello, eccellente e particolarmente encomiabile per la resa efficace dei non pochi nodi testuali senza l’ausilio di note. Di seguito l’Inno a Prometeo di Goethe (nell’intensa versione di Maria Grazia Ciani), la selezione del Prometeo Liberato di Shelley e i testi di Gide e Pavese, che nel complesso forniscono al lettore un campione valido e variegato delle metamorfosi del mito prometeico, di solido impianto e di piacevole lettura. Completano il volume le schede biografiche degli autori e un’utile bibliografia ragionata, sintetica ma ben ponderata, a conferma del lungo e paziente lavoro di ricerca che sorregge questa pregevole pubblicazione.

Bernhard Zimmermann, La commedia greca. Dalle origini all'età ellenistica

Edizione italiana a cura di Sotera Fornaro, Roma, Carocci, 2010 - € 21

Il libro è un'agile storia della commedia greca, dei suoi autori, delle sue occasioni rappresentative e dei suoi contesti politici e sociali, dalle origini sino al III secolo a.C. La sua prima edizione ebbe un successo mondiale: questa traduzione è condotta sulla nuova edizione del 2006, completamente rielaborata e aggiornata, ed è arricchita da un'appendice originale sulle testimonianze epigrafiche della commedia greca, a cura di Daniela Summa [...] Il volume si conclude con un panorama, in parte inedito, di storia della ricezione.

(dai risvolti di copertina) 

 

 

Giorgio Ieranò. La tragedia greca. Origini, storia, rinascite

Roma, Salerno editrice, 2010 - € 14, 50,

ISBN 978-88-8402-695-8 - € 14, 50

 

 

[...] Il libro introduce ai diversi aspetti dell'evento teatrale nell'antica Grecia: illumina l'oscuro paesaggio delle origini e descrive l'eccezionalità della pratica teatrale nell'Atene del V secolo, la sua radicale differenza rispetto al testo modernamente inteso, il suo carattere di testo multimediale, in cui parola, danza e musica convivevano con pari dignità. La sopravvivenza della tragedia, le sue riscritture e rinascite, dalla fine del mondo antico fino ai giorni nostri, testimoniano di una tradizione che continuamente si riplasma e si trasforma.

(dalla quarta di copertina)