Rappresentazioni del dono nella cultura romana. Teoria e prassi del "beneficium": dal "De officiis" di Cicerone al "De beneficiis" di Seneca

Scritto da Alice Accardi.

Il lavoro di ricerca da me svolto si propone di analizzare le rappresentazioni del dono nella cultura romana a partire dagli unici due testi della latinità che mettono a punto una teorizzazione esplicita dello scambio di beneficia, ossia il De officiis di Cicerone e il De beneficiis di Seneca. Gli studi su questi trattati si sono concentrati principalmente sulla ricostruzione delle fonti stoiche ispiratrici delle opere. L’approccio da me proposto cerca, invece, di fornire un esame in chiave antropologica del tema del beneficium, il quale presenta numerose analogie con il motivo del dono e della sua necessaria restituzione, tema classico negli studi antropologici. Per entrambi gli autori il beneficium è il perno attorno al quale ruotano i rispettivi progetti di riforma sociale perché svolge l’essenziale funzione di fondare la società creando e mantenenedo i legami interpersonali, ma mentre per Cicerone le pratiche benefiche devono ispirarsi all’utilitas communis, per Seneca il motore principale della beneficentia sono benevolentia e amor che soli possono garantire la salvaguardia della relazione e della reciprocità. Uno degli scarti più significativi tra le rappresentazioni dei due autori si può, quindi, cogliere nell’estrema attenzione riservata dal filosofo di Cordoba alla relazione e al valore di legame che si viene a creare tramite lo scambio di beneficia. L’importanza del contesto relazionale emerge in numerosi passi del trattato ed è evidente anche nell’operazione senecana di riscrittura della nozione di perdita del beneficio. Il nesso tra dono e perdita, infatti, attraversa come un filo rosso il De beneficiis di Seneca e può essere utilizzato come “grimaldello euristico” per comprendere la più generale operazione senecana di ristrutturazione delle categorie usate dalla cultura romana per definire lo scambio di prestazioni. Questo singolo caso di studio offre, inoltre, la possibilità di riflettere su dinamiche più generali di ordine socio-antropologico legate al sistema del dono e del sacrificio ad esso collegato.

The research I have carried out aims at analyzing the representations of the gift in Roman culture starting from the only two Latin texts that develop an explicit theory of the exchange of beneficia, namely the De officiis by Cicero and Seneca's De beneficiis. Studies on these treaties have focused primarily on the reconstruction of the Stoic sources of inspiration of the works. My approach, instead, tries to provide an anthropological examination of the theme of beneficium, which has many similarities with the concept of gift and the necessity to reciprocate it, a classic theme in anthropological studies. For both authors the beneficium is the pivot around which the respective projects of social reform revolve, because it performs the essential function of foundation of a community, by creating and maintaining interpersonal ties, but while for Cicero beneficial practices should be inspired by the utilitas communis, for Seneca the main engine of beneficentia are benevolentia and amor, which alone can guarantee the preservation of the relationship and reciprocity. One of the most significant deviations between the representations of the two authors can therefore be seen in the extreme attention paid by the philosopher of Cordoba to the relationship and to the value of the bond that is created through the exchange of beneficia. The importance of the relational context is clear in numerous passages of the treaty and is also evident in Seneca's rewriting of the notion of loss of the beneficium. The link between gift and loss, in fact, threads through the Seneca's De beneficiis and can be used as a "heuristic pick" to understand the more general restructuring operated by Seneca of the categories used by the Roman culture to define the exchange of services. This single case study also provides an opportunity to reflect on the wider socio-anthropological dynamics linked to the system of gif and of the sacrifice attached to it.

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