"Il lessico sintattico di Prisciano e la tradizione" "degli idiomata casuum*"

Scritto da Elena Spangenberg Yanes.

The books 17-18 of Priscian’s Ars grammatica constitute the first systematical exposition of syntax in Latin, whose theoretical presentation is complemented in the second half of book 18 by a Greek-Latin syntactical lexicon (the so-called Atticismi). This paper aims to investigate the eventual relationships between Priscian’s work and the Latin grammatical genre of idiomata casuum. Therefore, as regards the treatment of verbal and nominal constructions, the Atticismi and previous sections of the Ars Prisciani are compared with the lists of idiomata casuum collected by other late antique grammarians. Such comparative analysis concerns both the exposition of Latin syntax and the lexical translation of Greek terms in Latin and viceversa. This inquiry casts light on a series of differences between Priscian’s doctrine and that of other authors. It is therefore possible both to rule out that Priscian employed directly a list of idiomata and to suppose that he drew on a source common to all texts of that kind, which should have been related also to Arusianus Messius’ Exempla elocutionumThe appendix deals with the treatment of the syntagm dicto audiens in various collections of idiomata, representing a significant case study in the inquiry about the relationships among the various collections as well as about the textual problems their editors have to face.

 I libri XVII-XVIII dell’Ars grammatica di Prisciano costituiscono la prima trattazione sistematica della sintassi in ambito latino, la cui esposizione teorica è completata, nella seconda metà del libro XVIII, da un lessico sintattico greco-latino (o Atticismi). Scopo del presente contributo è indagare gli eventuali rapporti tra l’opera priscianea e la tradizione latina degli idiomata casuum. Si confronta pertanto il trattamento dei costrutti verbali e nominali negli Atticismi e in alcune precedenti sezioni dell’Ars con quello proprio delle raccolte di idiomata casuum di altri grammatici, sotto il profilo sia dell’esposizione della sintassi latina sia della resa lessicale di termini greci in latino e viceversa. Dall’analisi così condotta emerge una serie di divergenze tra l’insegnamento di Prisciano e di altri autori, che consente sia di escludere che lo stesso Prisciano si sia servito direttamente di una lista di idiomata, sia di avanzare l’ipotesi che egli dipenda da una fonte comune a questi testi, connessa anche agli Exempla elocutionum di Arusiano Messio. In appendice si discute del trattamento del sintagma dicto audiens in più liste di idiomata, un caso particolarmente significativo nello studio dei rapporti tra le diverse raccolte e dei problemi di costituzione del testo che alcune di esse pongono.

 

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