Umanesimo e "Humanities": il passato nel presente

Scritto da Elisa Romano. Pubblicato in: Orizzonti

Da molti anni si parla di una crisi del modello culturale e del sistema formativo a centralità umanistica, ma le strategie difensive comunemente adottate da noi umanisti sono molto spesso viziate da errori di prospettiva. Molti discorsi in difesa dei nostri studi sono infatti caratterizzati, innanzitutto, da una confusione terminologica e concettuale fra ‘studi classici’, ‘studi umanistici’, ‘scienze umane’, ‘humanities’; e inoltre da una ricorrente tendenza a individuare e proporre finalità e obiettivi degli studi umanistici, di dimostrare che essi ‘servono’ a qualcosa. Questo testo contiene una breve riflessione sui vari Umanesimi che si sono succeduti in età moderna, sul modo in cui essi hanno costruito rappresentazioni del passato funzionali alla propria identità, sulle varie forme di classicismo che hanno finito per dare un’immagine deformata del passato, in particolare dell’antichità greco-romana.

The crisis of humanistic culture and of liberal education is a real commonplace, but defense strategies usually adopted by the humanists are often vitiated by mistaken and misjudgements. Many speeches in defense of our studies are characterized, first, by a terminological and conceptual confusion between 'classical studies', 'classical education', 'human sciences', 'humanities'; moreover, they show a recurrent tendency to identify and propose goals and objectives of the humanities, to demonstrate their usefulness. This paper includes a few remarks on the various modern ‘Humanisms’, on the way they have constructed representations of the past functional to their own identity, on the various forms of classicism, that have produced a deformed image of the past, and particularly of Greek and Roman antiquity.

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