Copertina Biblioteca di Classico Contemporaneo

Keplero e la luna degli antichi. Alcune osservazioni sulla rielaborazione di Plutarco nel Somnium

Scritto da Matteo Rossetti.

Abstract

All’inizio del XVII secolo l’astronomo tedesco J. Keplero scrisse un’operetta latina, il Somnium sive astronomia lunaris, in sostegno alla teoria eliocentrica. Lo scritto, un complesso racconto allegorico, che culmina nella narrazione di un viaggio sulla luna, eredita, per dichiarazione stessa dell’autore, dalla letteratura classica – specialmente dal De facie di Plutarco – temi e idee. Questo contributo, attraverso il confronto con le note di Keplero stesso al Somnium e con il commento dello stesso al De facie, mira a delineare le modalità attraverso le quali l’astronomo tedesco ha rielaborato il dialogo di Plutarco con l’obiettivo finale di mostrare l’indipendenza con la quale l’autore si accostò ai modelli antichi.

At the beginning of the 17th century, the german astronomer J. Kepler wrote a work in latin, the Somnium sive astronomia lunaris, in support of heliocentric theory. The work – a complex allegorical tale, that culminates in a trip to the moon – inherits from classical literature, especially Plutarch’s De facie, themes and ideas. This paper, by comparison with the Kepler’s annotation to Somnium and the commentary to De facie,  aims to outline how Kepler has reworked the Plutarch’s dialogue, in order to show the particular author’s independence from ancient models.

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