Per Mario

Venerdì 13 febbraio, stroncato nel giro di pochi mesi da un male crudele, ci ha lasciato il nostro editore Mario Palumbo, intellettuale di grande cultura e sensibilità, raffinato, curioso, sempre aperto all’innovazione, gentiluomo dal tratto signorile ma, se necessario, fermissimo nella difesa dei valori di solidarietà, uguaglianza, autonomia di pensiero e libertà di espressione in cui si riconosceva, capace come pochi di prese di posizione coraggiose e, all’occorrenza, controcorrente.
Con la Casa Editrice, guidata con il fratello Giorgio in una sintonia che era quasi simbiosi, Mario ha inteso in primo luogo preservare e valorizzare, in una realtà in tumultuoso cambiamento, il ruolo della cultura, e segnatamente della cultura classica, nella scuola, nell’università, nella società e a questo compito si è dedicato con vera passione civile.
Il tratto distintivo della sua personalità, messo in evidenza anche nella cerimonia funebre, è stato la cura nella relazione con la sua meravigliosa famiglia, con i suoi autori, con i suoi collaboratori e profusa in ognuno dei mille progetti portati a compimento: dunque amore non come semplice sentimento ma attenzione e profondo rispetto per l’altro e per il proprio lavoro, attuati quasi con ritegno, segno di un garbo e di una nobiltà d’animo grandi. Mario ha avuto il dono di “uno sguardo che vede”, sia che fosse rivolto ai suoi interlocutori, sia quand’era proiettato al futuro, ossia alla individuazione delle modalità più adeguate perché la ricerca divenisse, attraverso i libri, le riviste, i supporti multimediali, i convegni, i seminari, formazione civile per nuove generazioni di studenti, seme prezioso per lo sviluppo del pensiero critico. Perciò non è retorica dire che, con la semplicità e l’affabile ironia che gli erano proprie, ci ha impartito una lezione che possiamo soltanto definire politica, attivando con quanti hanno avuto la fortuna di collaborare con lui un circuito virtuoso di reciprocità, volto alla crescita e alla diffusione della conoscenza, viste come premesse necessarie alla edificazione di una società più equa e inclusiva.
Le redazioni di Dionysus ex machina e di ClassicoContemporaneo ritengono che il modo migliore per onorare Mario sia assumere l’impegno a procedere nel solco da lui tracciato, in costante dialogo con Giorgio e con Chiara e Simonetta, le figlie tanto amate che hanno deciso di proseguire l’attività del padre mantenendone l’opera viva e presente.
