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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini

n.4

rivista annuale
anno 4 · numero 4
anno 2018

«Ils sont fous, ces Romains!»: Asterix, Le papyrus de César, e la trasmissione della conoscenza

Scritto da Maria Chiara Scappaticcio. Pubblicato in: Arti visive

Le avventure del piccolo eroe baffuto del resistente villaggio gallico dell’Armorica entusiasmano il loro pubblico fin da quando – era il 1959 – gli scenari di René Goscinny e la matita di Albert Uderzo si fusero nelle vignette di Astérix. Le papyrus de César è il numero 36 di Astérix, è uscito nell’ottobre 2015 ed è stato tradotto in venti lingue: Cesare ha appena confezionato i suoi Commentarii ed il suo editore lo convince perché sottragga dall’opera un “ventiquattresimo capitolo” nel quale sarebbero stati descritti i rovesci subiti dai romani proprio nel villaggio di Asterix. Cesare si lascia persuadere, ed il rotolo sottratto dà il via ad una serie di vicende animate da muti scribi numidi e dal gossipparus Vispolemix, dal goffo editore e dal centurione dell’accampamento di Babaorum, e naturalmente da Asterix e Obelix e Cesare. Una lettura orientata alla comprensione della visione dell’antico veicolata dal fumetto illumina le finalità e la consapevolezza della strumentalizzazione che ne è fatta a fini ideologici: il gossipparus Vispolemix è, ad esempio, calco dichiarato della figura del giornalista Julian Assange ed il caso di WikiLeaks è esplicitamente riecheggiato dallo scenarista Jean-Yves Ferri. Le vicende fantastiche di Asterix ai tempi di Cesare guidano il lettore ad una riflessione tutta attuale sul potere della comunicazione (e della censura), immergendolo in una narrazione che di vero non ha nulla se non un’ossatura storica che contribuisce a garantire al Classico vita e alla realtà contemporanea una rilettura critica.

 

The adventures of the mustached hero from the resistant Gallic village in the Armorica have been exciting their audience since René Goscinny’s scenarios and Albert Uderzo’s sketches gave life to the comic strip of Astérix, in 1959. Le papyrus de César is the number 36 of Astérix and was published in October 2015; it has already been translated in twenty languages. Caesar had just finished his Commentarii, and his editor persuaded him to cut off the “twenty-fourth chapter”, where the Romans’ defeats by Asterix’s people were described. Caesar listened to him, but the subtracted roll let a series of adventures start moving from mute Numidian scribes to the newsmonger Vispolemix, from the clumsy editor to the centurion in the military camp of Babaorum, and from Asterix and Obelix to Caesar. Going deeper in the image of Astérix’s ancient word shows specific finalities and strong awareness. For instance, the newsmonger Vispolemix isa clear allusion to the journalist Julian Assange and the case of WikiLeaks is declaratively echoed by the scenarist Jean-Yves Ferri. The fantastic episodes of Asterix in the age of Caesar drive the reader to a reflection concerning the power of communication (and of censorship) and let him be immersed in the plot. Such a plot does not have anything true but a historic structure which let Classics be alive and the contemporary reality becritically and more consciously read.

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Sommario del n. 4

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

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Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti Visive e Comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 
 

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.