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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini
CLASSE A

n. 11

        rivista annuale
        anno 11 · numero 11
        anno 2025

 

Interprete egent: linguaggio del dono e figure del ricordo nel De beneficiis di Seneca

Scritto da Lavinia Scolari. Pubblicato in: Orizzonti - saggi

 Abstract 

Il dono – come è stato osservato [Godbout 1996; Raccanelli – Beltrami 2014; Ricottilli 2011] – è un linguaggio, una forma di comunicazione. Come tale, necessita di essere tradotto o interpretato. Questo era chiaro già a Seneca (alia … interprete egent, Ben. 4.16.3), che riconosce il ruolo discriminante di una interpretatio benigna o maligna del beneficio (Ben. 2.28; 3.7; 4.21). Per facilitarne la decodifica, Seneca suggerisce di aggiungere alla res bona del dono bona verba, evitando ammonimenti, parole offensive, asperitas verborum (Ben. 2.4.1) o tarditas loquendi (Ben. 2.3.1), che rischiano di tradurre il dono in un insulto (maledictum) o di renderlo odioso, trasformando l’interagente in un nemico (Ben. 5.22). Se dunque talvolta sarà opportuno tacere e lasciare che sia la res a parlare (Ben. 2.11.6), in genere una praedicatio humana benignaque favorirà una interpretatio positiva del beneficio. Seneca fornisce così un quadro prescrittivo delle parole da dire e non dire quando si dona – o da evitare che l’altro dica (come rogo, molestum verbum) – ma anche di quelle da usare o evitare quando si riceve, si contraccambia o si chiede. Anche silenzio e forme mimico-gestuali sono comportamenti comunicativi che agiscono sul legame (e.g. aggrottare le ciglia, abbassare lo sguardo, etc.). Il contributo intende esaminare questo galateo senecano della comunicazione in rapporto alla prassi del dono, alla luce delle metafore culturali riconducibili alla sfera dell’interpretatio [Bettini 2012] e in dialogo con gli studi di pragmatica della comunicazione applicata alla letteratura latina [Ricottilli 2009; Raccanelli 2010; 2011], per mostrare da un lato la forza performativa e perlocutoria di tale linguaggio [Austin 1962; Beta 2004], verbale e non, dall’altro come Seneca offra, come direbbe Geertz, non solo un modello per ma anche un modello di: la rappresentazione descrittiva oltre che precettistica di una buona prassi romana.

 

The gift – as has been observed [Godbout 1996; Raccanelli – Beltrami 2014; Ricottilli 2011] – is a language, a form of communication. As such, it needs to be translated or interpreted. This was already clear to Seneca (alia ... interprete egent, Ben. 4.16.3), who recognizes the discriminating role of a benign or malignant interpretatio of the benefit (Ben. 2.28; 3.7; 4.21). For easier decoding, Seneca suggests adding bona verba to the res bona of the gift, avoiding warnings, offensive words, asperitas verborum (Ben. 2.4.1) or tarditas loquendi (Ben. 2.3.1), which risk translating the gift into an insult (maledictum) or to make it hateful, transforming the interactor into an enemy (Ben. 5.22). So, if sometimes it will be appropriate to remain silent and let the res speaks first (Ben. 2.11.6), generally a praedicatio humana benignaque will promote a positive interpretation of the benefit. Thus, Seneca provides a prescriptive framework of the words to say and not to say when giving a gift – or to prevent the other from saying (such as rogo, molestum verbum) – but also the words to use or avoid when receiving, returning or asking for a gift. Even silence and mime-gestural forms are communicative behaviours that act on the bond (e.g. frowning, lowering your gaze, etc.). The contribution aims to explore this Senecan etiquette of communication in relation to the practice of giving, in the light of the cultural metaphors linked to the sphere of interpretatio [Bettini 2012] and in dialogue with studies of pragmatics of communication applied to Latin literature [Ricottilli 2009; Raccanelli 2010; 2011], on the one hand, to show the performative and perlocutionary strength of such verbal and non-verbal language [Austin 1962; Beta 2004], on the other hand, to highlight how Seneca offers, as Geertz would say, not only a model for but also a model of: a descriptive and prescriptive representation of Roman good practice.

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Sommario del n. 11

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Convegno Migrazioni e Università. Per una carta degli officia

Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare - Come è giusto fare
Convegno del Centro di Ateneo Migrare dell’Università degli Studi di Palermo
 

 

Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Dossier
Latina Didaxis XXXVII. Il mito e le sue varianti.
A cura di Alice Bonandini, Gabriella Moretti, Biagio Santorelli

 
Saggi

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti visive e comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.

Titubanti Testi

Responsabile di sezione: Marco Formisano

La sezione Titubanti Testi accoglie articoli scritti da due autori, di preferenza afferenti ad ambiti disciplinari o professionali diversi e secondo le modalità che loro stessi vorranno darsi, in una oppure in due lingue diverse, evitando un eccessivo apparato erudito nelle note a piè di pagina nonché lunghi riferimenti bibliografici. Gli articoli non sono scritti a quattro mani, non sono cioè concepiti di concerto: ogni autore ha composto la propria parte senza consultarsi con l’altro, favorendo così la disgiunzione piuttosto che l’usuale armonizzazione dei punti di vista. Lo scopo principale è di mettere a confronto in un unico saggio letture, metodi ermeneutici, prospettive disciplinari, linguaggi critici, stili intellettuali e di ricerca diversi tra di loro, persino contrastanti, sulla base della discussione di un testo antico, greco o latino, o anche di un testo più recente che rientri in qualche modo nella tradizione classica, in costante dialogo con la contemporaneità. Il testo, antico o moderno, potrà essere proposto dai due autori stessi o su invito degli editori della rivista.

La sezione è ispirata alla serie di incontri on line “Titubanti Testi. Binomio di lettura”.